Acido trifluoroacetico (TFA): caratteristiche e quadro normativo

Pubblicato il 22 ottobre 2026 alle ore 12:20

L’acido trifluoroacetico (TFA) è un composto appartenente alla famiglia dei PFAS a catena ultracorta, caratterizzato da elevata mobilità e persistenza ambientale. Può essere utilizzato in processi di sintesi chimica e derivare dalla degradazione di diverse sostanze, tra cui alcuni pesticidi, gas refrigeranti e altri composti perfluoroalchilici e polifluoroalchilici. La sua diffusione nell’ambiente e la difficoltà di rimozione dalle matrici acquose rappresentano elementi di particolare interesse per la tutela della qualità delle risorse idriche. Inoltre, la classificazione del TFA come sostanza tossica per la riproduzione da parte dell’Agenzia europea per le sostanze chimiche (ECHA) rafforza l’attenzione nei confronti dei potenziali rischi associati alla sua presenza nell’ambiente.

In Italia, la disciplina della qualità delle acque destinate al consumo umano è definita dal D.lgs. 18/2023, recante attuazione della direttiva (UE) 2020/2184, come successivamente modificato e integrato dal D.lgs. 102/2025. La normativa stabilisce che le acque destinate al consumo umano debbano essere salubri e pulite e rispettare i requisiti e i valori di parametro previsti dall’allegato I.

In particolare, l’articolo 21 del D.lgs. 102/2025 ha introdotto specifiche disposizioni transitorie relative all’acido trifluoroacetico. Ai sensi dell’articolo 24 del D.lgs. 18/2023, le Regioni e le Province autonome, le autorità sanitarie e i gestori idro-potabili sono tenuti ad adottare, entro il 12 gennaio 2027, le misure necessarie a garantire il rispetto del valore di parametro previsto per il TFA nell’allegato I, parte B. A decorrere dal 13 gennaio 2027, il controllo di tale parametro diventerà obbligatorio.

L’introduzione di questi obblighi rappresenta un passaggio rilevante nel rafforzamento delle attività di monitoraggio e gestione della contaminazione da PFAS, richiedendo ai soggetti competenti di predisporre per tempo adeguati programmi di controllo e le eventuali misure necessarie a garantire la conformità delle acque destinate al consumo umano.

Analogo percorso è stato adottato per i parametri: bisfenolo-A, clorato, acidi aloacetici, microcistina-LR, somma di PFAS, somma di 4 PFAS e uranio. Dal 13 gennaio 2027, anche per questi parametri, il controllo diventerà obbligatorio.